Uallai! Capitolo 1

1

 English version below

 

Qualche mese fa, se non ricordo male, ero in vacanza, sì insomma ero in ferie.

Di solito in quei giorni cerco di collegarmi ad internet il meno possibile, di accedere solo lo stretto necessario alla posta e tenere il nuovo smartphone e notifiche sotto controllo.

Sì perché checché se ne dica, io, del mondo iperconnesso, multicanale, epidemico, iperattivo, superdotato, ogni tanto devo fare a meno.

Ecco, era uno di quei giorni, e per caso decisi di dare un’occhiata alla posta di themigrants, stavo ancora aspettando un consiglio da un fiorista su un muschio da usare per un graffito “verde”…un altro progetto in lista d’attesa.

Tra tutte le notifiche generali, per lo più di social network che ti mitragliano con bossoli di informazioni che finiscono sul quadrante delle freccette ed il cui 50% costituisce una brodaglia primordiale che cuoce il cervello a puntino (ecco perché ora finiscono in una cartella specifica, da aprire solo quando hai raggiunto lo stato di beatitudine necessario), spiccava un insolito “Gino”.

Avete presente quella sensazione di suspense e novità che si prova nel leggere le prime parole incluse nell’oggetto della mail in questione? È una scintilla d’entusiasmo che, o divampa oppure muore sul nascere un secondo dopo.

Gino, che rappresenta Ediciclo Editore scriveva perché interessato ad un’ illustrazione di themigrants a cui Alessandra aveva lavorato o.O

What? L’ entusiasmo divampa.

Comincia ad incendiarsi quando realizzo che è interessato all’ illustrazione perché vorrebbe utilizzarla come copertina di un libro che tocca il tema dell’immigrazione in Italia.

Sorrido come quando mi riesce un sudoku medio (so che il trend è già scemato, ma io ho cominciato solo ora).

 

;)

 

4

Uallai!
espressione araba che significa «Dio mi è testimone che è tutto vero»

 

Quando la copia mi arriva finalmente per posta mi rigiro tra le mani il frutto di coincidenze e sudore.

Un frutto verde, buon segno, o forse no.

Rimane per settimane sulla scrivania fino a quando mi decido di andare fino in fondo.
Il timore di rimanere delusa dal testo mi aveva tenuta lontana dalle pagine interne.

Poteva essere superficiale, chiuso o di parte, insipido, uno strumento di propaganda o solo un altro mezzo per far parlare di se attraverso le vite degli altri. Non potevo saperlo.

Non vi dirò oggi com’è andata, ma vi lascio immaginare la mia espressione dietro la lussureggiante copertina.

 

 

2014-08-25 21.27.41

*pochi indizi

 

«Jowhan’in El Freh ed il suo gruppo arrivano all’improvviso,

in una tiepida sera di metà dicembre […] Chiedo di

vedere i loro documenti. Jowhan’in mi guarda ridacchiando

e mi dice:

«Monsù, è da trop poc ca suma arivà qui e, confacentemente,

iiuma ancura gniun document: gniun permesso di soggiorno,

gniun carta di identità…»

Jowhan’in ha deciso di imparare la nostra lingua da autodidatta,

senza avvalersi dei corsi messi a sua disposizione.

Ha iniziato con un vocabolario trovato chissà dove, di cui

ha imparato a memoria alcune parole a caso, che ama citare,

spesso in maniera inconsulta. Consolidate queste basi

linguistiche, è andato accrescendole di nuovi vocaboli racimolati

dai libri e dai giornali che si trovava sottomano.*

«Mi raccomando, allora, è molto importante che non andiate

fuori di casa per qualche giorno. Il tempo sufficiente

a farvi ottenere documenti.»

«Va bin, Monsù.»

«Jowhan’in El Freh, posso chiederti cosa significa “Monsù”?»

«Pichè chiel al è amportant, confacentemente lo ciam Monsù.

»

«Ah, come un titolo onorifico… Allora non serve che mi

chiami “Monsù”. Però, mi raccomando, è molto importante

quello che ho detto. Avete capito bene?»

«Dacordi, Monsù, ma vurìa fevi nutè…»

«El Freh, ti prego, dammi del tu e smetti di chiamarmi

Monsù. E ricordatevi di non uscire finchè non avrete i documenti.

»

«Va bin, ma vurìa fevi nutè, Monsù, che così pudìma nen

andè a catè… ad acquistare… niente per pudai mangè.»

[…] Accompagno El Freh nel più vicino supermercato e

inizio a svolgere a pieno il mio ruolo educativo dando dimostrazione

del funzionamento della bilancia con tastierino

numerico:

«Riempi il sacchetto con la verdura che ti serve, vieni qui,

posi il sacchetto sul piatto della bilancia e schiacci il numero

corrispondente. Prova tu, adesso.»

Appena stende la mano verso le papaye – rigirandosele tra

le mani perplesso – neanche la cassetta fosse collegata ad

un allarme, una commessa inizia a gridare dal fondo del

supermercato:

«IGUANTI!COSACREDECHEQUIPOSSIATEFARETU

TTOQUELLOCHEVOLETE!!!»

«Monsù, l’hai nen capì cusa ca l’ha dì la madama.»

«Solo di usare i guanti per prendere la frutta e, davvero,

non serve che mi chiami Monsù.»

«Pichè la madama ansist che mi dovrìa usare cui arnais…

quei suppellettili… Monsù?»

«I guanti? Perché chi viene dopo di te non vuole comperare

la frutta toccata da te.»

«Ca guarda, Monsù, che mi l’man mle lavu sempre: sono

uno pulito, io!»

«Jowhan’in, mettiti i guanti…»

Indignato da un atteggiamento che ritiene sinceramente

razzista nei suoi confronti – non c’è verso di spiegargli che

è una disposizione che vale per tutti quanti – continua a

fare la spesa prelevando le confezioni dagli scaffali sempre

con i guanti.»

 

5

 

Uallai!

Di Sandro Lano e Michele Brusini

Ediciclo editore

Illustrazione in copertina di Alessadra Baron

 

Lo trovate in tutte le librerie italiane.

In caso di difficoltà si può ordinare una copia tramite la casa editrice scrivendo a: ordini@ediciclo.it

 

 

 

A few months ago, if I remember correctly, I was on vacation, well, I was on holiday.
Usually during those days I try to connect to the internet as little as possible and to access only the bare essentials to my email account, keeping the new smartphone and notifications under control.
Yes, because whatever they say, the hyper-connected, multi-channel, epidemic, hyperactive, exceptionally gifted world, I sometimes have to live without.
That, it was one of those days, and by chance I decided to take a look at themigrants account, I was still waiting for advice from a florist on a moss to use on a green graffiti … another project on the waiting list.
Of all the general notifications, mostly from social networks that strafe you with gun casings of information that end up on the dartboard and where a 50% of them represent a primordial soup that cooks your brain to perfection (which is why now they end up in a specific folder, to be opened only when you reach the necessary state of bliss), stood an unusual “Gino”.
You know that feeling of suspense and news that you feel when you read the first words included in the mail in question? It is a spark of enthusiasm, either flares or dies a second later.

Gino, who represented the Ediciclo Publisher was interested in an ‘illustration of themigrants that Alessandra worked on o.O
Cosa? The enthusiasm blazes.
It starts burning when I realize that he is interested to that illustration because it would use it as the cover of a book he is going to publish and that touches the topic of immigration in Italy.
I smile like when I go through with a medium sudoku (I know the trend is already waned, but I just started).

;)

Uallai!
Arabic expression meaning “God is my witness that it’s all true “

When the copy finally arrived by mail I turn around the result of coincidences and sweat.
A green fruit, good sign, or maybe not.
Remains on the desk for weeks until I decide to go through with it.
The fear of being disappointed by the text had kept me away from the inner pages.
It might be shallow, closed or colored, tasteless, a propaganda tool or just another means to talk about himself through the lives of others. I could not know.

Today I will not tell you how it went, but you can imagine my face behind the lush cover.


Uallai!
Written by Sandro Lano and Michele Brusini
Ediciclo publisher
Cover illustration by Alessadra Baron

You can find it in all Italian bookstores.
In case of difficulty you can order a copy by sending an email to: ordini@ediciclo.it

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The global flow of people: where everyone in the world is migrating

Immagine 1Explore new estimates of migration flows between and within regions for five-year periods, 1990 to 2010. Click on a region to discover flows country-by-country.

http://www.global-migration.info/

by Nikola Sander, Guy J. Abel & Ramon Bauer
at the Wittgenstein Centre for Demography and Global Human Capital

 

“Migrant “stock” data—the number of people living in a country other than the one in which they were born—are frequently used to understand contemporary trends in international migration, but the data are severely limited. Abel and Sander (p. 1520) present a set of global bilateral migration flows estimated from sequential stock data in 5-year intervals. The percentage of the world population moving over 5-year periods has not shown dramatic changes between 1995 and 2010. People from individual African countries tended to move within the continent, whereas people from Europe tended to move to very diverse locations. “

 

chart1

 

 

chart2

 

chart3

 

if you want to read the complete paper:

http://www.sciencemag.org/content/343/6178/1520.full

 

 

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