STORIE DI MIGRAZIONI E CONSIGLI PER MIGRANTI

Da quando mi sono trasferita in Germania per motivi studio ho avuto modo di conscere molte persone che hanno fatto la stessa scelta per i motivi più diversi:

chi per trovare lavoro, chi perchè mezzo tedesco, chi come rifugiato di guerra, chi per amore…

Berlino è una città dove vivono tedeschi provenienti da tutta la Germania, pochi berlinesi, e moltissime persone con le nazionalità più diverse, trasferitesi in Germania, o nate qui  come seconda generazione di immigrazione, soprattutto di origine turca.

Le impressioni sulla condizione di migrante che mi sono fatta in questi anni si possono riassumere in consigli ai migranti che in realtà ho formulato come consigli a me stessa, e sono:

-non essere nostalgici

-trovare i mezzi per costruirsi un proprio stile di vita, anche una propria routine

-intrecciare relazioni

-imparare a conoscere le abitudini dei tedeschi nel mio caso ( TUTTA la Germania la domenica guarda il telefim poliziesco “Tatort”. per alcuni mesi mi sono sottoposta anch’io a questa usanza…)

-non farsi influenzare dal tempo meteorologico

-riconoscere i lati positivi e negativi del paese in cui si vive confrontandoli con quelli del proprio paese di origine ampliando le proprie possibilità di azione.

Questo è un piccolo riassunto delle mie impressioni, probabilmente chiunque si sia spostato per volontà o necessità avrà i propri consigli a se stesso.

Una storia che mi è stata raccontata da una signora polacca qui a Berlino vale la pena di essere condivisa perchè abbastanza pazza e avventurosa:

All’età di 15 anni era andata in gita scolastica a Vienna dall’Alta Slesia, oggi Polonia, che in quel periodo era sotto il regime comunista. Lì aveva deciso di non tornare più in Polonia, perchè come racconta lei a Vienna si era sentita libera. Così durante un’ uscita di classe si staccò dal gruppo nascondendosi presso amici che aveva conosciuto durante il soggiorno a Vienna, non mettendo da allora più piede in Polonia.

Mi ha confidato che se avesse saputo che un giorno  il muro di Berlino sarebbe caduto non sarebbe mai scappata creando problemi a tutta la sua famiglia rimasta a vivere in Polonia. A causa di questa fuga infatti, sua sorella non ha potuto studiare e suo fratello non ha potuto fare il militare; come dice lei, il suo fu un gesto molto estremo per quel periodo.

Dopo Vienna, si è trasferita a Berlino dove vive da 35 anni.

Di seguito  il link di un estratto del video “Passing Drama” della video artista Angela Melitopoulos, tedesca di origine greca,che racconta la storia della migrazione della sua famiglia e di altri migranti, tramandata di generazione in generazione come immagine frammentaria.

 http://video.google.com/videoplay?docid=5023106219120789424

“Following the Lausanne treaty, nearly 1.5 million Greeks were forced to leave their villages in Turkey and, vice versa, 500000 Turks were displaced from their hometowns in the Greek territory in 1923. In the course of this removal and the deportations, the “catastrophe of Asia Minor”, Angela Melitopoulos’s grand-parents arrived in Ptelea. During World War II, Greece was occupied by a German-Bulgarian alliance, and her father, at the age of 18, was displaced as a slave worker to an SS labour camp in Maria- Lanzendorf near Vienna. Finally, in the 1950s, the crisis of the tobacco industry entailed labour migration from Greece. Her father went to Munich. This family’s biography shows a personal as well as a political continuity of migration and refuge from World War I over slave work to German “guest labour”. This continuity also relates to the question of who was involved in creating the infrastructure of modern economies, and who has profited from it.”.          Fonte  http://www.projektmigration.de

Giulia Giannola

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