LETTERE AFRICANE. 2

English version below

Nyahururu, febbraio 2010

Carissimi,

come state? Sono ormai circa 6 settimane che sono qui a Nyahururu e mi sembra una vita! È incredibile come tutto sia cambiato in pochi istanti. Ormai conosco più o meno tutte le persone che lavorano al Saint Martin ed inizio a sentirmi parte di questo team! È sempre bello sentirsi parte di un gruppo, di una comunità e devo dire che gli amici qui si sono fatti in quattro sin dal primo giorno per farmi sentire a casa.

Stanno nascendo dei bei rapporti di amicizia con molti di loro, di condivisione e di scambio. Oltre ai colleghi del Saint Martin poi ci sono tutti gli “inquilini” dei vari centri (Rehabilitation centre, Drop in centre e St. Rose) e comunità (Talitha Kum ed Effathà) dove vivono i bambini di strada, disabili e bambini orfani sieropositivi che ormai sono diventati un po’la mia nuova famiglia. Appena ho un po’ di tempo libero vado a trovarli.. sono i miei scacciapensieri così come lo erano a Venezia i bambini della Pietà.

Non c’è giorno che non ringrazi per l’opportunità di condividere parte della mia vita con tutte queste persone, tutti loro sono un grande dono per me e mi ritengo davvero una privilegiata a poter vivere questa esperienza! È incredibile l’energia che si respira qui, la voglia di fare, di crescere, di costruire un futuro migliore: nessuno qui si risparmia, tutti si fanno in quattro per cambiare le cose! Non esistono giorni liberi, non esistono week end, vacanze perché qui al St. Martin non c’è una divisione così netta tra lavoro, volontariato, vita privata; tutti sono coinvolti in tutto ed è questa la particolarità di questa vita comunitaria.

I problemi e le difficoltà del singolo diventano subito i problemi e le difficoltà di tutta la comunità così come le gioie e i traguardi raggiunti sono momenti di festa per tutti. Penso ad esempio ai miei primi momenti qui di smarrimento e confusione: è incredibile come chiunque si sia prodigato per aiutarmi in questo primo impatto con questa nuova realtà e si sia fatto carico di me. Per me tutto questo è straordinario ma qui funziona così.

All’ inizio non facevo altro che stupirmi, scusarmi e ringraziare ma poi mi sono resa conto che per loro qui è tutto normale, non c’è un altro modo. Ho iniziato questa settimana il workshop d’arte all’ interno del negozio con i ragazzi di Effathà: è una bella sfida perché è la prima volta che mi trovo a lavorare con persone con vari tipi i disabilità e quindi di conseguenza non ho bene idea di che cosa si può o non si può fare.. e poi parlano tutti il Kikuyu e quindi anche la comunicazione è un po’ impegnativa.

Ma trovo che sia davvero una bella opportunità provare a cimentarsi in qualcosa di totalmente nuovo. Uno dei direttori del St. Martin poi due giorni fa mi ha chiesto se potevo iniziare anche alcune attività con i ragazzini di strada dei centri e al Talitha Kum: che bello, non vedevo l’ora di iniziare anche a lavorare nel mio, ad iniziare il mio progetto! E poi i bambini sono il mio target preferito!!!

Il problema adesso è cercare di organizzare il tutto! Praticamente non ho una sola giornata libera e forse è meglio che inizi a ricavare un po’ di tempo pure per me…ci lavorerò ma per adesso mi va bene così perché non potrei essere più contenta! Due week end fa sono stata ad Ol Moran ed ho potuto vedere con che velocità le cose cambino qui in Africa. Molti cambiamenti sono stati fatti in missione, molti dei quali sono legati all’ apertura della nuova casa dello studente costruita per ospitare i ragazzi e le ragazze della scuola superiore del luogo provenienti dai villaggi più lontani. Ne ho conosciuti 46 ma altrettanti ne arriveranno nelle prossime settimane. Erano davvero entusiasti di questa opportunità! Ho rivisto poi alcuni dei bambini incontrati lo scorso luglio accuditi dalle suore e il gruppo dei giovani della parrocchia. Non vi dico quanto è stato bello riabbracciarli tutti quanti! Sono felice di essere a Nyahururu ma Ol Moran è per me sempre un posto speciale, forse perché è stato il primo posto che ho visto in Africa, non so.. fatto sta che non volevo più tornare! Prossimamente dovremmo  iniziare a discutere con don Giacomo anche sul tipo di impegno e di rapporto che io e Riccardo dovremmo avere con Ol Moran dal momento che è lì l’impegno della nostra Diocesi…ma come dicono qua POLE POLE (con calma), una cosa alla volta. Il 19 è stato il mio compleanno: sono in queste occasioni che di solito si inizia a sentire di più la mancanza di casa, della propria famiglia, dei propri amici ma in realtà anche in questo caso gli amici kenioti sono stati speciali! La mattina del 19 sono andata al lavoro come sempre e.. SORPRESA.. tutti i ragazzi dei workshop hanno iniziato a cantarmi gli auguri. Mi avevano anche comperato una torta fatta  a cuore e scritto un biglietto.. mi hanno davvero commossa! Alla sera sono venuti a casa tre ragazzi di Effathà  e Maurice e Riccardo dal Tabor Hill: erano lì per un meeting importante ma sono comunque venuti per festeggiare. Ieri sera invece con tutti i missionari fidei donum il resto… non ho mai mangiato così tante torte in vita mia! Nella semplicità, è stato uno dei compleanni più belli! Ecco cari amici, un altro pezzetto della mia nuova esperienza qui in Kenya! Anche se il tempo è sempre troppo poco (24 ore in un giorno non sono più sufficienti!), sto facendo il possibile per rendervi partecipi di ciò che mi sta succedendo.. spero di riuscire nell’ impresa!!!Saluti anche da parte di tutti i missionari, dagli amici del St. Martin, di Ol Moran e da tutti questi bimbi!!!

A presto!

Alessia

Nyahururu, February 2010

Dear friends,
how are you? are passed just 6 weeks since I arrived here in Nyahururu but it seems a life! It’s amazing how everything has changed at few instants. By now I know more or less all the people who work at Saint Martin and I am beginning to feel a part of this team! It’s always nice to feel part of a group, a community of friends and I must say that here they bent over backwards to make me feel at home.

 Good friendships are born with many of them, of sharing and exchange. In addition to colleagues of Saint Martin then there are all the “tenants” of the various centres (Rehabilitation Centre, Drop in centre and St. Rose) and communities (Talitha Kum and Effathà) where there are street children, disabled and orphaned children living with HIV who now became my new family. As soon as I get a little ‘free time I go to find them. They are my harps as were the children of the Pieta in Venice.

 Everyday I thank for the opportunity to share part of my life with all these people, all of them are a great gift for me and I feel really privileged to be able to live this experience! It’s amazing the energy that we breathe here, the desire to do, to grow, to build a better future: no one here save up themselves, they all make their way to change things! There are no days off, any weekends, holidays here at St. Martin because there is no clear-cut division between work, volunteer, private life, everyone is involved in everything and this is the peculiarity of this community life.

 The problems and difficulties of a single become quickly problems and difficulties of the whole community as well as the joys and accomplishments are times of celebration for all. I refer to my first moments of bewilderment and confusion: it’s amazing how everyone helped me and has taken charge of me in this first encounter with this new reality. To me, this is extraordinary, but here it works so.

 At the beginning I did nothing but surprise me, excuse me and thank but then I realized that here everything is normal for them, there is not another way. This week I started the art workshop in the shop with the guys of Effathà: it is a challenge because it is the first time I find myself working with people with various disabilities and, therefore I have no good idea what can or can not be done.. and then they all speak Kikuyu so also communication is a bit ‘binding.

 But I consider a really good opportunity to try to venture into something totally new. One of the directors of the St. Martin asked me two days ago if I could even start some activities with the street kids centres and at Talitha Kum: so nice, I would like to start working even in mine, to start my project! And then children are my favourite targets! The problem now is trying to organize everything! Basically I do not have one day off and maybe it will be better start to get a little ‘time for me … but for now it’s okay because I could not be happier! Two weekends ago I went to Ol Moran and I could see how quickly things change here in Africa. Many changes have been made by the mission, many of which are related to the opening of the new dormitory built to accommodate high school boys and girls coming from more distant villages. I have known 46 of them but many more will come in the next weeks. They were really excited about this opportunity! Then I saw some of the children met the past July and cared for by nuns and the parish youth group. I will not tell how was fantastic was holding everyone again! I am happy to be in Nyahururu but Ol Moran is always a special place for me, maybe because it was the first place I saw in Africa, I do not know.. The fact is that I did not want to go back! Soon we should start talking with Don Giacomo, also on the type of commitment and relationship that Riccardo and I should have with Ol Moran because the commitment of our diocese is there…But one thing at time as they say here POLE POLE (quietly). The 19th was my birthday, on these occasions I usually begins to feel more homesick, miss families, friends, but even in this case, the Kenyans were special friends! On the 19th morning I went as always to work.. SURPRISE.. all the boys started to sing the song wishes. They also bought a cake with heart shape and wrote a note.. I was really touched! At nigh three boys of Effathà, Maurice and Richard of Tabor Hill came home: they were there for an important meeting but they also came to celebrate my birthday. Instead yesterday night we celebrate the rest with all missionaries fidei donum… I have never eaten so many cakes in my life! In simplicity, was one of the most beautiful birthdays! Here’s dear friends, another piece of my new experience here in Kenya! Even if time is always too short (24 hours per day are not enough!), I’m doing everything possible to share with you what’s happening to me.. I hope to do it! Greetings also by all the missionaries, friends of St. Martin, Ol Moran and all these kids!

See you soon!

Alessia

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