“THE MIGRANTS” APPRODA IN GRECIA

English version below

Vi ricorderete di Efi  in “paura e delirio a Venezia” o per “un mercoledì da piccioni”, ma sopratutto Efi è una storica, greca, di Salonicco finita a Venezia per colpa dell’erasmus galeotto.

Dopo la laurea in storia si è dedicata come volontario all’organizzazione della Biennale d’arte di Salonicco e così da allora ha cominciato una collaborazione con la rivista on line “Refresh Magazine” (http://www.refreshmagazine.gr/ – anche su facebook) per la sezione culturale.

Per l’uscita di Marzo 2012 hanno scelto di parlare del nostro blog e ovviamente, ne siamo onorati!

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In un momento in cui abbiamo tutti una tendenza all’evasione e all’indipendenza, giovani provenienti da molte parti del mondo si uniscono per discutere un nuovo punto di vista in materia di migrazione e non, attraverso un blog unico e particolare. Il “curatore” Franz, ha condiviso con noi le loro opinioni. Allora, andiamo via … (themigrants.wordpress.com)

Da dove nasce l’idea di creare questo blog?

L’idea nasce dall’esigenza di creare un canale di comunicazione e sperimentazione interdisciplinare, tra diverse figure, che per necessità o curiosità, migrano. Attraverso progetti, ricerche, discussioni, indaghiamo con prospettive differenti, in movimento. Una chiave di lettura che tenta di far emergere necessità in mutamento. Dalla condivisione e dalla partecipazione nascono idee, teorie, progetti creativi, possibili soluzioni e proposte. Inoltre è un luogo di confronto, scambio, creazione di relazioni e connessioni in un momento dominato dalla frammentazione.


Quale può essere la causa della migrazione? In questo periodo di crisi, pensi che sia diventato più facile e abituale ?

Ritengo che la migrazione sia un’azione che contraddistingue l’essere umano e altre specie. Le motivazioni sono differenti, sopratutto in base ai periodi storici: condizioni naturali sfavorevoli, difficoltà di riproduzione, dominio, guerre ma anche curiosità, sogno e tentazione per l’ignoto. In questo periodo dominato da guerre finanziarie e incertezza del sistema sociale, alcune tipologie di migrazione diventano più frequenti o addirittura di massa. La questione è come viene affrontata la migrazione dai paesi ospitanti. Nel 2012 suona strano, ma sopratutto anacronistico sentire parole come “paese ospitante” e “straniero”, e lo è ancora di più nell’Euro zona.

Perché i giovani vogliono cambiare paese, ora più che mai e quindi cambiare il loro futuro?

I giovani, tra i 20 e i 35 anni si trovano al centro di un sistema che fa fatica ad evolversi e coloro che ne fanno parte e ne hanno tratto i maggiori benefici tendono ad essere più conservatori di quanto dichiarano di essere o hanno dichiarato nel 68′. Questo comporta la marginalizzazione di coloro che vengono considerati “più deboli”, in questo caso i giovani. Tutto ciò genera caste, barriere, favoritismi e “corruzione”. Trasformandosi poi in sfiducia e perdita di identità nazionale (quella europea ancora non esiste) che si ancora ad una carenza di prospettive. Per questo molti ragazzi/e si dirigono verso paesi più accoglienti che forniscono loro l’accesso ad una vita sostenibile e dignitosa, dove la parola “democrazia” continua ad avere più pregi che difetti.

Nel tuo paese com’è la simbiosi tra gli stranieri che sono venuti in Italia per cambiare la loro fortuna?

L’Italia è da sempre il crocevia del mediterraneo e quindi dell’Europa. Nonostante la nostra storia (e l’immigrazione nel nostro paese non è certo cominciata ieri), il rapporto con coloro che non sono originari della penisola è tutt’ora difficile e controverso. Una nota di demerito è la condanna all’Italia (23 febbraio 2012) per non aver rispettato la convenzione sui diritti umani, relativa ad un episodio del 6 maggio 2009 che vede coinvolte tre navi italiane con la funzione di riportare in Libia 24 migranti soccorsi in mare.  Se non fosse per gli “stranieri” la nostra crescita demografica sarebbe insufficiente a contrastare l’inevitabile invecchiamento della popolazione con drammatiche conseguenze per tutto il sistema economico e sociale. Vivono e lavorano in Italia da vent’anni eppure il colore della pelle, cultura, usanze, e lingua sono ancora una muraglia difficile da abbattere. Un punto dolente è la classificazione degli “stranieri” in base a vecchi stereotipi che porta ad accettare pregiudizi e a vivere la relazione con gli altri in base ad essi.

Qual’è il tuo messaggio a quelli che vogliono o pensano di migrare nell’epoca in cui viviamo?

Migrare può essere meraviglioso e allo stesso tempo doloroso. Nel bene e nel male non sempre le aspettative coincidono. Comporta difficoltà e necessita di tanta energia, ma anche di coraggio, senso del rischio e spirito d’ avventura. Farsi contaminare (e viceversa) da tutto ciò che fino a quel momento non vi apparteneva rappresenta una ricchezza inestimabile.

You will remember Efi in “Fear and Loathing in Venice” or “A Wednesday by pigeons”, but above all Efi is a historic, Greek, from Thessaloníki arrived in Venice because of the Erasmus.
After her graduation in History, she became a volunteer for the organization of the Thessaloníki Biennal of Art and ever since she started a collaboration with the on line magazine called “Refresh Magazine”(http://www.refreshmagazine.gr/ – even on facebook) for the cultural section.

For the March 2012 release they have chosen to speak about our blog and of course, we are honored!

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During a period when we all have a tendency to escape and independence, some young people from many parts of the world come together to discuss new perspectives on migration and not only, through a unique and special blog. The “editor” Franz, has shared with us theirs opinions. Allora, andiamo via … (themigrants.wordpress.com)

From where the idea to create this blog came from?

The idea comes from the need to create an interdisciplinary communication and experimentation channel, between different figures, that migrate, for necessity or curiosity. Through projects, research, discussion, we investigate with different perspectives, on the move.
A key that tries to bring out the need to change.
From sharing and participation come ideas, theories, creative projects, possible solutions and proposals. It is also a place for discussion, sharing, building relationships and connections in that time dominated by fragmentation.

Which can be the cause of migration? In this period of crisis, do you think it’s become easier and routine?

I believe that migration is an action that distinguishes human beings and other species. The motivations are different, especially according to historical periods: adverse natural conditions, the difficulty of reproduction, domination, war, but also curiosity, dream and temptation for the unknown.
In this period dominated by financial war and uncertainty of the social system, some types of migration become more frequent or even of mass.
The question is how the migration is dealt from the host countries.
In 2012, it sounds strange, but especially anachronistic to hear words like “host country” and “foreigner”, and even more in the Eurozone.

Why do young people want to change country, and then change their future, now more than ever?

Young people between 20 and 35 are in the middle of a system that struggles to evolve and those who belong and have most benefited tend to be more conservative than they claim to be or have said in 68 ‘. This leads to the marginalization of those who are considered “weak”, in this case young people. All this generates castes, barriers, favoritism and “corruption.” Then transformed into mistrust and loss of national identity (the European Union identity does not exist yet) that anchor itself to a lack of prospects. For this reason, many boys and girls move to the most welcoming countries that provide them the access to a sustainable and dignified lives, where the word “democracy” continues to have more qualities than defects.

In your country what is the symbiosis with foreigners who came to Italy to change their luck?

Italy has always been the crossroads of the Mediterranean and Europe. Despite our history (and immigration in our country is not started yesterday), the relationship with those who are not natives of the peninsula is still difficult and controversial. A note of fault is the sentence to Italy (February 23, 2012) for having not respected the human rights convention, on an episode of May 6th, 2009 involving three Italian ships with the function to return to Libya 24 migrants rescued afloat. If it were not for “foreigners” our population growth would be insufficient to counteract the inevitable aging of the population with dramatic consequences for the whole economic and social system. They live and work in Italy for twenty years and the skin color, culture, customs, and language are still difficult to break down a wall yet.
A sore point is the classification of “foreign” based on old stereotypes and prejudices that leads to accept them and living the relation with others depending on it.

Which is your message to those who want or think to migrate in the age we live in?

Migrate can be wonderful, but at the same time painful.
For better or for worse expectations do not always match .
It involves difficulties and requires much energy, but also courage, sense of risk and spirit of adventure. Be contaminated (and vice versa) from all that until then could not belong to you is a priceless treasure.

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