CHOKORA

agosto10

Nyahururu, agosto 2010

 English version below

Amici,
come state?
Qui a Nyahururu la pioggia non ci dà tregua (da quando sono arrivata a gennaio, credo non abbia mai smesso se non per pochi giorni) ma dopo gli ultimi due anni di siccità, inutile dire che è PROIBITO lamentarsi! Il grande flusso dei visitatori qui al St. Martin non è ancora finito e per cui si può ancora respirare un po’ d’ Italia anche da queste parti!

Friends,
how are you?
Here in Nyahururu the rain doesn’t stop (since I arrived in January, It never stopped except for a few days I guess) but after the last two years of drought, needless to say, it is PROHIBITED to complain! The great flux of visitors here at St. Martin is not finished yet and you can still feel a little bit of Italy also here!

Da questo mese sono nel programma per bambini di strada e in situazione di disagio (CPSNC – Community Programme for street and needy children) “a tempo pieno”: che dire, non potrei essere più contenta! Ogni giorno è una sfida e ogni giorno torno a casa arricchita dall’ incontro con questi bambini e giovani così speciali ma dalle vite così turbolente. È già qualche mese che bazzico tra questi ragazzini ma da adesso avrò l’opportunità di andare un po’ più a fondo e di capire meglio loro (le loro situazioni, le realtà da cui provengono,etc.) e come il St. Martin affronta questo grande dramma dei chokora, come sono chiamati da queste parti i ragazzi di strada (letteralmente significa “spazzatura”) e di tutti quei minori vittime di abusi, violenze, povertà, abbandono e quant’altro, i cui diritti sono ancora troppo spesso violati.

From this month I am working at the program for street children in difficult situations (CPSNC – Community Programme for street and needy children) “full-time”: What can I say, I could not be happier! Every day is a challenge and every day I come home enriched by meeting these special children and young people but with their so turbulent lives.It is Already a few months that I hang out with these kids but now I have the opportunity to go a bit ‘deeper undertanding them better(their situations, the facts they come from, etc..) And as St. Martin faces this great drama of chokora, as street children are called in these parts (literally means “trash”) and all those children who are victims of abuse, violence, poverty, neglect and so on, whose rights are too often violated .

Tante sono le attività del CPSNC: home visits e follow-ups per i bambini che sono nei nostri centri in attesa di essere riabilitati o per coloro che ci sono passati(controlli periodici delle loro famiglie d’origine e/o delle famiglie affidatarie), street work sia di giorno che di notte per assistere tutti quei ragazzini e giovani che si rifiutano di lasciare la vita di strada e per monitorare la situazione (nuovi arrivi, casi a rischio, violazione dei loro diritti, etc.), corsi vari per formare i membri dello staff, gli insegnanti, i volontari e le famiglie che decidono di accogliere questi bambini disagiati su diversi argomenti (diritti umani, abuso di alcol e droghe, HIV/AIDS, gestione dell’affettività, leggi, etc.), sessioni di counseling e assistenza per bambini ritenuti potenziali bambini di strada con lo scopo prevenire il fenomeno e molto altro. Ecco quindi che, come vedete, non c’è certo da annoiarsi qui in Kenya!

There are many activities of CPSNC: home visits and follow-ups for children who are in our centers waiting to be rehabilitated or for those that have been (periodic checks of their families of origin and / or foster families), street work both day and night to assist all those children and young people who refuse to leave the street life and to monitor the situation (new arrivals, risk cases, violation of their rights, etc..), various courses to form staff members, teachers, volunteers and families who decide to accept these needy children on various topics (human rights, abuse of alcohol and drugs, HIV / AIDS, management of affect, laws, etc.) sessions counseling and assistance for children considered potential street children in order to prevent the phenomenon and much more. Hence, as you can see, there is no reason to be bored here in Kenya!

agosto10.1

Qualche giorno fa sono stata a Gatimu (un posto non lontano da Nyahururu) con Macharia, un collega del programma, per un follow-up di un ragazzino segnalatoci da alcuni volontari. Il suo nome è Mausa, ha 14 anni ed è di una dolcezza ed intelligenza disarmanti. Qualche settimana fa ha dovuto assistere ad una delle scene più brutte che un bambino possa vedere: la mamma, dopo una brutta litigata, ha ucciso il marito amputandogli entrambe le braccia e le gambe e lasciandolo morire dissanguato davanti al figlio. Come se non bastasse, accortasi della presenza di Mausa, ha deciso di chiudere a chiave il marito e il figlio in casa e di incendiare tutto, simulando così un incidente ed eliminando ogni prova e testimone. I vicini di casa però, sentite le urla, sono riusciti a salvare il ragazzino passando per la finestra ma per il padre ormai non c’era più nulla da fare. La madre e tutta la sua famiglia sono scappati e nessuno ha idea di dove siano finiti e Mausa è stato portato dalla famiglia paterna.

A few days ago I was in Gatimu (a place not far from Nyahururu) with Macharia, a colleague of the program, for a follow-up of a boy informed us by volunteers. His name is Mausa, is 14 years old and is a disarming sweetness and intelligence. A few weeks ago he had to attend one of the ugliest scenes that a child can see: the mother, after a bad fight, killed her husband amputating both arms and legs and leaving him bleeding to death in front of the child. As if that were not enough, conscious of the presence of Mausa, she decided to lock her husband and son in the house and burn everything, simulating an accident and cleaning all evidence and witnesses. The neighbors, however, after hearing the screams, they were able to save the boy through the window but for the father, now there was nothing more to be done. The mother and her family run off and no one has any idea where they could be and Mausa was brought to his father’s family.

Ovviamente il bambino è completamente sotto shock; non riesce più a svolgere nessun tipo di attività per via di quelle immagini così dolorose che continuano a tormentare la sua mente. Come se non bastasse per questo suo improvviso calo di rendimento (prima dell’incidente era il primo della classe), è stato pure espulso da scuola per presunta “pigrizia e negligenza”. La nonna e gli zii se ne stanno davvero prendendo cura e cercano ogni giorno di fare del loro meglio per aiutarlo a superare questo momento così difficile ma Mausa ha qualcosa di troppo pesante nel cuore. Così si è deciso di mobilitare tutta la comunità affinché tutti possano dare il loro contributo nell’aiutare Mausa a riprendere in mano la propria vita e ad andare avanti: insegnanti prima di tutto!

Obviously the child is completely in shock, no longer able to carry out any type of activity because of those so painful images that continue to plague his mind. As if this was not enough for his sudden drop in performance (before the accident was the first of the class), was also expelled from school for assumed “laziness and negligence.” The grandmother and uncles are really taking care of him and try every day to do their best to help him through this difficult period but Mausa has something too heavy in his heart. So it was decided to mobilize all the community so that everyone could do their part in helping Mausa to take up his life and move forward: first of all teachers!

Il giorno dopo di questa home visit, un mercoledì, è stato organizzato un incontro a Maina (slum di Nyahururu) con dei bambini ed alcuni adolescenti della zona che ci sono stati segnalati, sempre dai nostri volontari, come potenziali bambini e ragazzi di strada per via delle situazioni difficili in cui vivono quotidianamente in casa. Povertà, violenze domestiche, abuso di alcol e droghe da parte dei genitori, negligenza.. questi sono in genere i motivi che li spingono a preferire la vita in strada piuttosto di quella in famiglia. Abbiamo parlato loro essenzialmente dei diritti dei minori, dei punti di riferimento a cui si possono rivolgere in caso di bisogno, dell’importanza di un educazione, etc. Alla fine alcuni di loro sono venuti a parlarci delle loro situazioni familiari e sono stati inseriti nel nostra lista di casi da monitorare con frequenza in via preventiva.

The day after this home visit, on Wednesday, was organized a meeting in Maina (slums in Nyahururu) with children and some teenagers in the area that have been reported, always by our volunteers as potential children and street children because of the difficult situations in which they live every day at home. Poverty, domestic violence, abuse of alcohol and drugs by parents, neglect .. these are usually the reasons why they prefer to live on the street rather than in the family. Essentially we talked about their children’s rights, reference points that they can refer to in case of need, the importance of an education, etc.. At the end, some of them came to talk about their family situations and have been included in our list of cases to be monitored frequently in advance.

Sabato invece, c’è stato un bel evento mondano nella cittadina kenyota: il matrimonio di uno dei business man più in vista di tutta Nyahururu! Alla mattina abbiamo ricevuto una telefonata in ufficio da parte del chief (capo) di Nyahururu in cui ci chiedeva di andare al matrimonio a controllare tutti i bambini e ragazzi di strada (dal momento che lavoriamo con loro e li conosciamo tutti quanti), che di certo si sarebbero presentati al banchetto, per evitare che spaventassero gli invitati con i loro abiti sporchi, le bottigliette di colla, i loro comportamenti non proprio principeschi e quant’altro. Infatti qui in Kenya le feste sono pubbliche, chiunque vi può partecipare anche senza invito e per questo, quando si sparge la voce di questo tipo di eventi in città, non c’è verso di evitare questa invasione e quest’assalto selvaggio da parte di tutti coloro che sono soliti sopravvivere con ciò che trovano nella spazzatura.

Instead on saturday, there was a great social event in the Kenyan town: the wedding of one of the most prominent business man of all Nyahururu! In the morning we got a call at the office by the chief (head) of Nyahururu where he asked us to go to the wedding to check all children and street children (since we work with them and know all of them), which some would present at the banquet, to avoid that frightened the guests with their dirty clothes, the bottles of glue, their not so high class attitudes and so on. In fact, here in Kenya parties are public, anyone can participate without invitation and for this reason, when it spreads the word of this type of events in the city, there’s no way to avoid this invasion and this wild assault by all those who are used to live with what they find in the trash.

Abbiamo avuto una lunga discussione in ufficio sul da farsi. Era giusto andare a controllarli? Con che diritto dovevamo andar lì a dirgli cosa fare, dove andare e come avrebbero dovuto comportarsi? E poi in fin dei conti non sono figli del St. Martin tutti quei ragazzi, ci siamo detti, ma dell’ intera comunità. Dopodichè invece abbiamo visto in questa richiesta, la possibilità di aiutare i nostri giovani a far si che la società cominci pian piano ad abbandonare ogni pregiudizio nei loro confronti e a guardarli con rispetto e così alla fine io e Macharia siamo stati incaricati di andare con tutti i nostri cari chokora a questo tanto famoso banchetto di nozze.

We had a long discussion in the office about what to do. It was right going there to control them? By which right we had to go there to tell him what to do, where to go and how they should behave? And then in the end, all those guys are not the children of St. Martin , we said, but of the ‘whole community. Then instead we saw in this request, the opportunity to help our young people to ensure that the society began gradually to abandon any prejudice against them and look at them with respect, so in the end Macharia and I were nominated to go with all our dear chokora to this so famous wedding feast.

È stato un successo! Tutti loro hanno cercato di fare del loro meglio per arrivare presentabili (si sono prodigati per ripulirsi un po’ e hanno indossato i loro vestiti migliori), si sono liberati delle bottigliette di colla (le hanno nascoste tra i cespugli fuori dall’ingresso) e per tutto il tempo sono riusciti a mantenere un comportamento composto, a rispettare la fila per ricevere il cibo e ad accettare senza lamentarsi ciò che veniva loro chiesto dal servizio d’ordine (gli è stato chiesto di mantenere le distanze dal resto degli invitati). Tutti si aspettavano da loro scenate, risse, assalto al cibo ma alla fine niente di tutto ciò è successo e la gente è rimasta davvero stupita. C’è ancora molto da fare per far si che questi ragazzi vengano realmente accettati dalla comunità (non è stato per loro possibile ad esempio mescolarsi con il resto degli invitati) ma per lo meno il primo passo è stato fatto: ora tutti sanno che questi ragazzi non sono poi così male, che non tutti loro sono violenti, pericolosi e criminali ma che sono semplicemente giovani dalla vita difficile.

It was a success! All of them tried to do their best to get presentable (they clean up a bit ‘and wore their best clothes), they got rid of the bottles of glue (they have them hidden in the bushes outside the entrance) and for all the time they managed to maintain a composed behavior, to respect the line to receive food and to accept without complaint what was asked them by the orderliness service (he was asked to keep their distance from the rest of the guests). Everyone expected from them, scenes, fights, assault on food but in the end none of those has happened and people were really surprised. There is still much to be done to make sure that these guys are really accepted by the community (it was not possible for them for example to mix with the rest of the guests) but at least the first step has been done: now everyone knows that these guys are not so bad, that not all of them are violent, dangerous criminals, but they are simply young people with difficult life.

See you soon.

Alessia

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